Ciao, ti diamo il benvenuto sul blog di Think1816! Anche oggi ci occuperemo di Intelligenza Artificiale e di come la sua rapida evoluzione influenzi il mondo del lavoro. Ci sono lavori più privilegiati dal suo rapido sviluppo? E settori più a rischio? Com’è bene prepararsi a questa rapida evoluzione? Approfondiamo quanto già introdotto due settimane fa.

 

L’uomo teme l’Intelligenza Artificiale come competitor nel mondo del lavoro?

Riprendendo il tema iniziato nell’articolo precedente, è lecito chiedersi, visto il rapido sviluppo dell’Intelligenza Artificiale, se esista il rischio che l’IA sostituisca totalmente o in parte l’uomo in alcuni lavori. Non rilanceremo nuovamente questo interrogativo. Diversamente, ci chiederemo però se questa paura si sia insinuata nell’uomo. E, se sì, numericamente quanto. Una ricerca di Ipsos attuata su mille italiani ha riscontrato che nel 53% del campione questo timore sia presente. Più della metà degli italiani temono un abbassamento futuro dello stipendio medio dovuto alla sostituzione dell’IA all’uomo in alcune mansioni conseguentemente alla diminuzione delle ore di lavoro in alcuni impieghi.

 

Come l’Intelligenza Artificiale andrà ad influire sugli stipendi

Proprio sull’argomento stipendio medio ha speso parole interessanti, riportate da Forbes, Cristian Sala, country manager di Kelly Services Italia. Evidenziando come per 7 italiani su 10 la forbice degli stipendi fra chi percepisce redditi alti e chi percepisce redditi bassi crescerà. Aggiungendo che, sempre secondo la maggioranza dell’opinione pubblica italiana, la disparità di stipendio sarà sempre più condizionato dal livello di istruzione che un individuo possiede.

 

Quali lavori risentiranno di più dell’IA?

Arriviamo ora a parlare di quanto anticipato nella parte introduttiva dell’articolo. Al netto di numeri e opinione pubblica, quali saranno i lavori più condizionati dal progressivo sviluppo dell’Intelligenza Artificiale? Stando allo studio “Il futuro delle competenze nell’era dell’Intelligenza Artificiale“, realizzato da Ey, ManpowerGroup e Sanoma Italia e riportato da Forbes, nei prossimi anni non si avrà una diminuzione della domanda di lavoro. Almeno fino al 2027, anno in cui si potrebbe avere una flessione in tal senso. In particolar modo nelle professioni quali tecnici, lavoratori d’ufficio e di logistica definite di “media qualifica”, che andrebbero a fare il paio, stando allo studio sopracitato, con i settori bancario e assicurativo. Che già da tempo hanno dato spazio all’IA nella gestione dei dati, diminuendo la domanda di lavoro umano.

 

Come farci trovare pronti da questi cambiamenti

È evidente come, per mansioni sempre più svolgibili dall’Intelligenza Artificiale, l’individuo debba fare in modo di innovarsi per poter offrire servizi che la tecnologia non può dare. È bene che persone che svolgono mestieri tecnici abbiano una varietà sempre maggiore di competenze. E che i lavoratori specializzati entrino sempre più in profondità nelle proprie conoscenze. In questo senso diventeranno sempre più importanti percorsi di formazione, che possano garantire apprendimento sempre più mirato. E che faranno in modo, come già constatato in conclusione del nostro ultimo articolo, che l’IA sia semplicemente uno strumento di accompagnamento all’insostituibile e istruita mente umana. 

 

Per altre curiosità

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