Ciao, ti diamo il benvenuto su Think 1816! Siamo giunti a fine agosto, le vacanze per molti stanno finendo e aleggia, per sempre più persone, lo spettro del ritorno a lavoro. C’è il rischio di subire psicologicamente il rientro dalla pausa? Scopriamolo!

 

L’Overwork al rientro dalle ferie 

Due settimane fa abbiamo affrontato il tema vacanze da lavoro toccando, almeno in parte, il tema dell’Overwork. Di cosa si tratta?

L’Overwork (la cui traduzione può assomigliare a “lavoro eccessivo”) è una condizione in cui il lavoratore si trova a lavorare per più ore rispetto al normale. Può essere dovuto a situazioni di sovraccarico lavorativo, scadenze corte e alte aspettative (o, almeno, nell’idea del lavoratore).

Una situazione di disagio che può trovare terreno fertile in situazioni, legandoci al tema precedentemente menzionato, di rientro da quello che per molti lavoratori è un vero e proprio idillio: le ferie. 

Alcuni lavoratori, al rientro dalle vacanze, si sentono “indietro” rispetto alle loro situazioni quotidiane: avendo perso riunioni, mail e contatto con clienti e colleghi possono percepire una “perdita di passo”, sentendosi in debito di tempo e lavoro con la propria azienda.

Ed è proprio nel tentativo di recupero di tutto il tempo perduto che il rischio Overwork si fa più concreto.

 

La gradualità nel rientro 

Lo “shock da rientro” descrive la sensazione di disorientamento che si prova quando si passa da uno stato di calma e relax a uno di intenso impegno lavorativo. Per prevenirlo, è utile programmare un giorno libero tra il ritorno dalle vacanze e il rientro al lavoro, in modo da prepararti mentalmente e fisicamente al cambiamento di ambiente. 

Mantieni l’agenda leggera subito dopo il rientro, così da avere il tempo di riadattarti, evitando sensazioni di sovraccarico.

 

Pausa da lavoro: i benefici dell’azienda

Il ritorno da un periodo di recupero rappresenta un’ottima occasione per rivedere ed eventualmente aggiornare i tuoi confini lavorativi. Comunica chiaramente a tutti quando sarai disponibile e quando no, e se le richieste lavorative iniziano a oltrepassare il tuo ruolo o il tuo livello di comfort. 

I confini servono a definire le aspettative altrui riguardo al tuo ruolo, a proteggere il tuo tempo libero e a permetterti di staccarti mentalmente dal lavoro.

 

Le ferie: un recupero necessario e non una perdita di tempo

Come constatato nell’articolo precedente, la pausa da lavoro deve essere vista come una risorsa (da lavoratore e azienda) e non come un macigno. È fondamentale sottolineare che prendere pause regolari per ricaricarsi e recuperare dallo stress lavorativo, noto come “recupero dal lavoro”, non è un’opzione, ma una necessità per mantenere una performance importante e per favorire la propria crescita.

Proprio come gli atleti si concedono periodicamente momenti di riposo per ottimizzare le loro prestazioni e prevenire infortuni, anche i lavoratori devono allontanarsi dai loro compiti per alleviare lo stress e rigenerare le energie fisiche e mentali. 

 

Non sentirsi in “debito” verso la propria azienda per scongiurare l’Overwork

Dopo le vacanze, si può incorrere nella tentazione di aumentare i carichi di lavoro per recuperare il “tempo perso” e accelerare il processo di reinserimento. 

O ancora, si può incorrere nell’impulso di lavorare di più per “alleggerire” i colleghi dal carico extra che hanno gestito durante la nostra assenza, o dalla necessità di dimostrare che, nonostante l’assenza, il nostro impegno rimane alto e che siamo ancora fondamentali per l’organizzazione. 

È bene resistere a queste tentazioni: non abbiamo fatto nulla di male prendendoci una pausa prevista da ogni contratto lavorativo. Non abbiamo motivo di sentirci in debito.

 

Una mentalità orientata alla qualità (e non alla quantità)

L’alta performance e un recupero adeguato non dovrebbero essere considerati aspetti uno opposto all’altro. Può però capitare, in ambito aziendale, che la performance venga esaltata e considerata possibile solo in assenza di recupero. 

Invece di vedere il tempo libero come un’opzione da prendere solo dopo essere completamente esauriti e improduttivi, o come una ricompensa una volta completata la lista delle cose da fare, dovremmo prendere esempio dai migliori atleti e trattare il recupero come un elemento fondamentale per performare al meglio. Il recupero è più efficace quando viene praticato regolarmente e con costanza.

 

Per altre informazioni

Sei interessato ad approfondire la questione Overwork? Vuoi che i tuoi collaboratori rendano al massimo, senza sentirsi sovraccaricati? Contatta il team di Think 1816!

Tagged with: , , , , , ,