Ciao, ti diamo il benvenuto sul blog di Think1816! Oggi analizziamo un argomento molto importante per ogni azienda: la gestione delle Human Resources dal punto di vista di CEO e CHRO. Che ruolo hanno queste figure? Che cosa possono fare per gestire al meglio le risorse umane? Parliamone insieme.

 

CEO e CHRO, due figure centrali in azienda 

Avrai quasi sicuramente già sentito parlare di CEO e forse, anche se meno frequentemente, del CHRO. Prima di parlarne è bene specificare chi siano e di che cosa si occupino queste due figure.

Il CEO (Chief Executive Officer) è colui che in italiano conosciamo come Amministratore Delegato. Il ruolo esecutivo più alto all’interno di un’azienda, colui che prende le decisioni societarie e operative più importanti.

Il CHRO (Chief Human Resources Officer), forse meno conosciuto rispetto al CEO, è quella figura dirigenziale incaricata della gestione delle risorse umane. Viene quindi indicato, anche, come Direttore delle Risorse Umane.

 

La gestione delle risorse umane e l’evoluzione del concetto di leader  

L’11 e il 12 novembre appena trascorsi, in occasione dell’evento Officina Risorse Umane che si è tenuto a Napoli, si sono espressi sul tema della gestione delle Human Resources all’interno delle aziende diverse personalità di rilievo. Nei giorni precedenti all’evento avevamo già avuto modo di leggere alcune delle loro dichiarazioni rilasciate al sito HR Link, un canale che realizza interessanti approfondimenti in questo senso. 

Tema ricorrente nelle varie analisi quello del cambiamento e dell’evoluzione della figura del leader.

Il modello di leadership della Direzione Risorse Umane andrebbe, secondo Maria Rita Fortunato (CHRO di Nexumstp), riprogettato. Di parere simile anche Valeria Palombini (Human Capital Solutions Director, Partner & Board Member di Glasford International Italy), secondo cui una leadership sempre più attenta alle diversità darebbe lustro maggiore alle performance dell’azienda.

Parola d’ordine per una nuova leadership: inclusività. Un concetto molto diverso dall’immagine di figure apicali, capaci di esercitare il proprio ruolo con durezza eccessiva e cinismo marcato, che avrai certamente visto in vari film realizzati negli anni negli ultimi cinquant’anni (Wall Street – Il denaro non dorme mai, Americani, Come fare carriera… molto disonestamente, ecc…).

 

La persona al centro dell’azienda e il concetto di employability

In direzioni simili anche due analisi riportate sempre ad HR Link. La prima è quella di Laura Bosser (Corporate HR Manager di Mapei) che ha sottolineato come non ci sia “dubbio sulla necessità di “mettere le persone al centro”, investendo su innovazione tecnologia e nel contempo sullo sviluppo delle competenze”.

Ricordi quanto detto nei precedenti articoli pubblicati su questo blog? È importante che le aziende vadano verso la Digital Transformation in maniera propositiva e con la consapevolezza che in questo processo le Human Resources giochino un ruolo f-o-n-d-a-m-e-n-t-a-l-e!

La seconda è ben definita da un’altra manager di livello, Cetti Galante (CEO e Global Practice area Leader di Intoo); queste le sue parole: Per le imprese è tempo di pensare in modo strutturato alla valorizzazione delle risorse umane lungo tutta la vita lavorativa”.

Potresti pensare che questo sia un cambio di paradigma molto difficile e – vogliamo essere chiari – avresti perfettamente ragione. Tuttavia, sai bene che per avere successo in questo mercato, qualsiasi sia il settore d’appartenenza, non ci sono strade facili e in discesa.

Quest’ultima è una constatazione che ci permette di introdurre un concetto importante per l’evoluzione delle aziende moderne: quello di “employability” il cui significato, non facilmente traducibile in italiano, può essere meglio compreso leggendo la definizione che ne ha dato il professor Mantz Yorke: “L’employability” è quell’insieme di: risultati, di abilità e di capacità personali che aumentano le probabilità che un profilo riesca a trovare lavoro e ad avere successo nelle mansioni a lui assegnate” (fonte: cercalavoro.it).

Le parole di Cetti Galante sono un richiamo evidente al concetto espresso dal professor Yorke. Il miglioramento costante delle abilità nella gestione delle Human Resources dell’azienda è la chiave di volta per far funzionare un’impresa. È importante fornire ai propri dipendenti una continua formazione, tanto per restare al passo con l’evoluzione del proprio settore quanto per contribuire alla crescita dell’individuo anche su un piano più alto e meno tangibile.

 

Senso di appartenenza, l’ingrediente di ogni successo 

Clima positivo, condizioni di lavoro adeguate, formazione e lavoro duro danno i propri frutti soltanto quando vi sia (anche) un senso di appartenenza verso l’organizzazione di cui si fa parte.

Queste caratteristiche potranno essere garantite dalla gestione introdotta da CEO e CHRO che, in sinergia tra loro, dovranno creare le condizioni affinché l’azienda possa prosperare.

Un consiglio che diamo sempre alle manager e ai manager impegnati in questo senso è quello di essere allineati e trovare una piena sintonia nella vision dell’azienda nel medio-lungo periodo e di assicurarsi che – passaggio fondamentale – questa vision sia conosciuta e condivisa da tutti i membri dell’impresa.

 

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