Ciao, ti diamo il benvenuto sul blog di Think 1816! Oggi analizzeremo un fenomeno purtroppo sempre più diffuso fra i lavoratori della nostra epoca: il burnout. Di cosa si tratta? E perché è importante conoscerlo? Scopriamolo insieme!

 

Cos’è il burnout? 

Il burnout è uno stato di stress prolungato che si manifesta in un individuo facendolo apparire “esaurito” da un punto di vista emotivo. In seguito al burnout, la persona può registrare una diminuzione delle prestazioni e un senso di disillusione nei confronti del lavoro o di altre attività. Questo stato è spesso causato da un’eccessiva pressione, sovraccarico di lavoro, mancanza di supporto sociale o altre tensioni nella vita personale o professionale. 

 

A cosa può portare il burnout?

Le persone affette da burnout possono manifestare sintomi come stanchezza costante, irascibilità, cinismo, disinteresse per le attività quotidiane e una sensazione di incapacità di affrontare le sfide. È importante affrontare il burnout con cure adeguate, che possono includere cambiamenti nello stile di vita, supporto psicologico e modifiche nell’ambiente lavorativo o sociale.

 

Come sono correlati burnout e mondo del lavoro?

La crescente diffusione del burnout, caratterizzato da esaurimento e stress mentale, è sempre più comune nella vita professionale e personale delle persone. Secondo una ricerca del 2021 condotta dall’Istituto per la Produttività Aziendale, il burnout è il principale motivo che spinge i lavoratori a cercare sollievo attraverso un nuovo impiego, opportunità di avanzamento, compensi maggiori e, soprattutto, flessibilità continua.

 

Le cause del burnout: il microstress

Negli ultimi tempi, oltre al solito problema in alcune mansioni di ritmi e volume di lavoro, un altro fattore sta prepotentemente causando un aumento della diffusione di burnout. Le varie collaborazioni, sempre più diffuse nei lavori “moderni”, portano con sé sempre più “networks”. Il doversi approcciare con un numero maggiore di persone ogni giorno porta, a sua volta, impegni maggiori che possono provocare, se non stress, microstress. Questo, unito ad altri semplici microstress, come possono essere orari di sveglia scostanti e scarsa qualità del sonno, traffico mattutino, critiche, ansia da lavoro, portano l’individuo ad essere maggiormente esposto al burnout.  

 

Alcuni consigli per affrontare il microstress

Alla luce di quanto constatato nell’ultimo paragrafo, il consiglio maggiore che si può dare è quello di affrontare il problema del burnout alla base. Non far finta di niente e affrontare anche la più piccola forma di stress che si percepisce aiuta a prevenire il problema. Un microstress alla volta, non tutti insieme per evitare di essere controproducenti nella propria azione. Allo stesso tempo, pensare maggiormente ad attività rilassanti o stimolanti, distrarsi con qualcosa che faccia scaturire senso di libertà e serenità aiuta a combattere il microstress. E, se necessario, per un periodo non prendersi a carico anche problemi di altri che potrebbero far scaturire ulteriore stress: essere un po’ più “egoisti” affrontando prima di tutto i propri problemi potrebbe essere d’aiuto.

 

Un problema da non sottovalutare

Essendo il burnout un problema da non sottovalutare, nel caso in cui stessi vivendo un momento particolarmente stressante, oppure ti riconoscessi in una delle situazioni sopra descritte, il nostro consiglio è quello di non affidarti a internet ma, piuttosto, di parlarne con professionisti qualificati (ad esempio il medico di base) che potranno indirizzarti verso una corretta valutazione del problema. 

 

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